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Capitale Umano per l’Industria 4.0: l’importanza della formazione

Le metodologie Plug and Play come strumento innovativo per la formazione nelle imprese che vogliono diventare 4.0

Condividi Pubblicato il 5 lug 2018


Le imprese che si affacciano oggi al mondo dell’Industria 4.0 si trovano di fronte a diverse problematiche e difficoltà: non solo investimenti economici per l’acquisto o l’ammodernamento di macchinari, ma anche acquisizione di nuovo capitale umano e formazione e riqualificazione di quello già impiegato in azienda.

Se da un lato infatti si può rendere necessaria l’assunzione di nuovo personale, dotato delle competenze e delle capacità richieste dall’Industria 4.0, dall’altro la formazione e l’eventuale riconversione del personale già impiegato è una necessità imprescindibile per le aziende. La formazione può riguardare diversi aspetti: l’organizzazione aziendale, i processi e le competenze operative, le soft skills… Aspetti complessi, correlati tra di loro, che richiedono una formazione diversa da quella tradizionale frontale.

In tal senso, le metodologie Plug and Play (PnP) nascono proprio per fornire una formazione innovativa e operativa, che ben si adatta alle esigenze dell’Industria 4.0

L’uso delle metodologie PnP per la formazione nasce nell’ambito dell’Operations management. L’obiettivo di metodologie di questo tipo è quello di fornire agli studenti la possibilità di acquisire un’esperienza pratica diretta di quanto viene insegnato in aula. Questo fa sì che, in aggiunta alle lezioni tradizionali, vengano sommate alle attività formative anche simulazioni, esercitazioni e giochi.
L’apprendimento attraverso i giochi diventa quindi un modo interattivo per acquisire conoscenza, in cui gli studenti partecipano attivamente al processo in corso.
Le metodologie PnP sono delle metodologie flessibili, che permettono di coniugare gli obiettivi di apprendimento anche con classi composte da figure diverse e con livelli di preparazione differenziati di partenza. I giochi che si possono utilizzare attraverso le piattaforme PnP possono essere perfezionati o usati per soddisfare le diverse esigenze di insegnamento.
In particolare, nelle metodologie PnP le attività interattive e di gioco si arricchiscono delle potenzialità delle tecnologie di rete. Come testimoniano vari studi, infatti, l’uso di giochi per computer può migliorare il modo di pensare e può creare una nuova cultura dell’apprendimento.
Uno degli obiettivi dell’uso dei giochi PnP è che, attraverso la loro sperimentazione autonoma in ambienti virtuali, gli studenti sono spinti ad essere autosufficienti.

Usando l’analogia del concetto di "LEGO block", un approccio PnP ai giochi di simulazione richiede un insieme di unità "base" di elementi di gioco con cui i formatori possano configurare rapidamente il design del gioco. L’idea è di creare un ambiente di simulazione flessibile per l’apprendimento, basato sulle azioni. Tuttavia, la natura di questi giochi di simulazione può portare a un "comportamento" per cui i giocatori tendono a compiere delle azioni senza alcuna riflessione sui risultati, in quanto gli studenti possono continuare a sperimentare le azioni finché i loro punteggi non migliorano. Pertanto, l’approccio di apprendimento PnP prevede anche che i partecipanti testino i concetti appresi attraverso diverse fasi specifiche dei giochi. Quando queste non danno risultati positivi, il giocatore/studente viene reindirizzato a un altro “blocco” di gioco, che gli proporrà una simulazione sulle stesse tematiche ma con modalità diverse e con un’altra prospettiva rispetto all’ambiente di sperimentazione.
Diversamente, se lo svolgimento della simulazione si svolge in maniera corretta, conseguimento dei diversi livelli di apprendimento consente agli studenti/giocatori di proseguire nelle fasi successive del gioco.

La progressiva digitalizzazione dei processi industriali impatta quindi anche su contenuti, percorsi di sviluppo e acquisizione delle competenze, modalità di erogazione, approcci all’organizzazione del lavoro e alla gestione delle risorse umane. Da ciò deriva la necesità di avviare dei processi formativi innovativi, che possono essere utilizzati per figure professionali e contesti variegati tra di loro e anche per competenze nuove, affinchè si sposino e si integrino al know how consolidato su cui si basano e si fondano le aziende.

Fonti:

Aliya, S. K. (2002). The role of computer games in the development of theoretical analysis, flexibility and reflective thinking in children: A longitudinal study. InternationalJournal of Psychophysiology, 45(1–2), 149–159.
Tan K., Tse Y. K., Chung P. L., (2009). A plug and play pathway approach for operations management games development. Computer and Education 55, 109-117

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