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Coronavirus: seconda indagine flash Centro Studi Confindustria

Prevale il clima di sfiducia. Fatturati e ore lavorate in pesante calo. Le imprese venete pensano a ricalibrare produzioni, destinazione dell’export e a potenziare l’e-commerce

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Il Centro Studi Confindustria he realizzato una seconda indagine flash rivolta alle imprese sull’impatto della pandemia. I dati per il Veneto sono stati rielaborati da Fondazione Nord Est.
La rilevazione ha coinvolto 546 aziende venete. I questionari validi sono 527.

Tab. 1a – Distribuzione per dimensione

Tab. 1b – Distribzuione per macrosettore

Dalla rilevazione emerge che:
• Il 34,4% delle aziende del campione è chiusa, il 32,64% è parzialmente chiusa mentre il 33,02% risulta attiva;
• Il 75,7% delle imprese ha scelto lo smart working (per almeno un dipendente)
• Il 16,5% dei dipendenti lavora attualmente tramite smart working;
• Per il 65,5% delle aziende il mese di marzo ha avuto effetti negativi: giudicati “severi” dal 37% del campione (gli obbiettivi per l’anno in corso non sono più raggiungibili) e “significativi” per il 28,5% (servirà una riorganizzazione del piano aziendale);

Tab. 2 – Distribuzione delle imprese per tipo di impatto subito

• Per metà delle imprese sia il fatturato che le ore lavorate del mese di marzo 2020 (rispetto allo stesso periodo del 2019) sono calate di un 30%, per un quarto delle imprese la variazione negativa di questi fattori sarà superiore al 50%;
• Oltre l’86% delle aziende riscontra un rallentamento della domanda di beni e servizi.

Tra le strategie che le imprese venete ritengono di mettere in campo – avendo come presupposto imprescindibile quello di una ripartenza che possa riportare gradualmente alla normalità – emergono: rivedere il paniere dei beni prodotti o venduti (31,9%); ricalibrare i mercati di destinazione dell’export (22,8%); ricostituire il proprio magazzino (22,6%); aumentare la quota di vendite tramite e-commerce (21,4%).

Graf.. 1 – Strategie delle imprese (val. %). Possibili più risposte

Tra i provvedimenti giudicati più urgenti e utili per mitigare gli effetti della crisi da Covid-19 – oltre all’avvio in tempi brevi della Fase 2 – riguardano: le garanzie di immissione di liquidità (e i pagamenti dei debiti della Pa alle aziende creditrici), di accesso al credito, la necessità di snellire e semplificare gli adempimenti burocratici e la possibilità di usufruire degli ammortizzatori sociali.

Graf. 2 – Quali provvedimenti del governo possono risultare più efficaci per mitigare gli effetti negativi dello shock da Covid-19? (possibili più risposte)

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