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I big data al servizio della mobilità

Il 26 gennaio Esri Italia ha organizzato un evento dedicato alla mobilità e ai vantaggi che l’uso dei big data possono apportare alla gestione del settore nell’ambito pubblico e privato, con particolare attenzione anche alla cooperazione tra servizi pubblici e operatori commerciali.

Condividi Pubblicato il 1 feb 2021

Nel 2020 la Pandemia ha cambiato in generale le nostre abitudini e in particolare ha cambiato le regole della mobilità nelle città. Il ricorso allo smart working ha in primo luogo azzerato gli spostamenti di molti lavoratori e successivamente modificato il modo di operare di enti e aziende, riducendo di fatto lo spostamento casa-lavoro. Sul versante pubblico, la paura del contagio ha vanificato anni di lavoro delle amministrazioni e delle aziende di trasporto pubblico per aumentare lo split modale a favore dei sistemi di trasporto collettivo, rilanciando la mobilità privata e l’auto come mezzo preferenziale di spostamento. Le amministrazioni locali, consce di questa tendenza, hanno promosso la mobilità sostenibile attraverso la costruzione di nuovi percorsi ciclabili e la diffusione di sistemi di sharing elettrico (micromobilità, auto e scooter). Alla luce di tutto ciò, i vari relatori hanno cercato di tracciare una prospettiva su quali tendenze avverranno nel 2021. Nel tentare di rispondere all’interrogativo su cosa avverrà nel prossimo anno, l’evento ha avuto come obiettivo il mettere in relazione il nuovo scenario della mobilità nelle città indotto dalla pandemia con le soluzioni messe a disposizione dall’industria e quelle che saranno disponibili nel corso dell’anno.

I big data al servizio della mobilità

La prima parte dell’evento si è incentrata sul contributo dei rappresentanti dei maggiori produttori di dati e servizi del settore della mobilità come Here, Tom Tom, Mobileye, Moovit e Waze, volti ad illustrare quali sono le novità della tecnologia come valore aggiunto alla mobilità del futuro.

Il Tom Tom Traffic Index Ranking 2020 copre globalmente 416 città sparse tra 57 paesi e 6 continenti, l’indice classifica la congestione urbana e fornisce informazioni dettagliate città per città. Grazie all’indice le autorità centrali e locali, così come operatori pubblici e privati nel settore della mobilità, fino ai cittadini e la società civile possono accedere a informazioni dettagliate circa le principali caratteristiche del traffico urbano e affrontare in maniera consapevole le sfide della mobilità.


(Credits: tomtom.com)

Parallelamente alle questioni di traffico indagate dall’indice Tom Tom, l’Indice Moovit per la mobilità pubblica e il più generale Report mondiale 2020 sul trasporto pubblico contengono analisi su milioni di viaggi compiuti dagli utenti dell’app Moovit nel 2020 e permettono di scoprire città per città i dati più interessanti sul trasporto pubblico e la mobilità urbana: dal tempo di attesa medio alla fermata all’utilizzo dei nuovi mezzi di micromobilità come i monopattini elettrici, dal tempo medio di viaggio alle distanze percorse dai singoli utenti per raggiungere il proprio luogo di lavoro o studio. La ricerca coinvolge anche autobus, tram, metropolitane, treni regionali, funicolari e ascensori.

Anche Waze collabora con le amministrazioni locali, fornendo loro i propri dati per consentire ai decisori pubblici di valutare progetti e politiche che riguardano la mobilità, dalla creazione di zone a traffico limitato alla gestione del traffico causato da grandi eventi. I dati di Waze vengono inoltre impiegati per comunicare ogni giorno ai cittadini le modifiche alla viabilità e i lavori in corso. Nel dettaglio più di mille città e altri soggetti pubblici usano Waze per avere dati e informazioni accurate, sono attive molte collaborazioni con Waze Carpool per favorire il car sharing e con il team che si occupa di emergenze per aumentare la sicurezza dei cittadini.

Infine, Mobileye ha descritto il modo in cui le sue tecnologie possono fornire ai decisori pubblici dati molto dettagliati grazie al machine learning dei propri visori. I prodotti sono pensati per essere integrati a veicoli privati, commerciali o di servizio pubblico al fine di prevenire collisioni e fornire servizi assicurativi; ma sono anche una risorsa fondamentale per fornire alle autorità pubbliche e agli operatori del settore della mobilità dati molto dettagliati circa stato di salute delle infrastrutture: dalla qualità della pavimentazione al livello di illuminazione, dai dati sul traffico pedonale a quello automobilistico.

Gli effetti della pandemia sulla mobilità e le prospettive per il 2021

Nella seconda parte, si è tenuta una tavola rotonda virtuale che ha visto l’intervento di decisori pubblici e privati per commentare, condividere e capitalizzare le esperienze maturate durante la pandemia al fine di delineare insieme un possibile scenario futuro della mobilità. Hanno preso parte alla tavola rotonda rappresentanti di diversi operatori di trasporto pubblico locale sottolineando come il settore sia stato particolarmente colpito dalle dinamiche di cambiamento della mobilità nel 2020. Tra i partecipanti sono intervenuti rappresentanti di operatori nazionali come Luigi Contestabile per RFI, di operatori di TPL regionale come Giuseppe Ferraro per Cotral e rappresentanti delle società delegate alla mobilità di Roma e Milano: Stefano Brinchi per Roma Servizi per la Mobilità e Valentino Sevino per AMAT.

Ha preso parte alla tavola rotonda anche Sabato Fusco, Direttore Tecnico di CAV Concessioni Autostradali Venete. L’impatto della pandemia sul settore autostradale è stato caratterizzato da dinamiche, ovviamente, diverse a quelle del TPL ma da risultati simili. In breve il 2020 è stato un “annus horribilis”, seppur con importanti differenze tra contrazione dei volumi di traffico leggero (-27%) e pesante (-8%). Nonostante il 2020 si fosse aperto positivamente, con i traffici registrati a gennaio e febbraio che erano in crescita rispetto agli anni precedenti, gli effetti della pandemia si sono tradotti in tracolli nel traffico a partire dai mesi successivi. Nel mese di marzo le perdite più sostanziose sono state registrate sul trasporto leggero (-85%). Parallelamente, grazie ai siti produttivi presenti nel tessuto economico veneto, al traino dell’e-commerce e della logistica il traffico pesante non ha registrato crolli drastici. In conclusione per il Direttore Fusco, il 2021 si apre non positivamente, con la principale preoccupazione circa gli effetti dei lockdown locali che possono intaccare gli spostamenti e gli interscambi tra Veneto e Lombardia. Sull’utilizzo dei dati, l’ing. Fusco ha sottolineato come, al di là della pandemia, CAV aveva già avviato una svolta digitale nel 2019 con una nuova piattaforma informatica e una campagna di monitoraggio delle infrastrutture attraverso sensori utili a valutare la conservazione delle strutture.

Fonti e link:

I Big Data a supporto della mobilità del futuro
Esri Italia
Tom Tom Traffic Index Ranking 2020
Indice Moovit per la mobilità pubblica
Waze for cities
Mobileye data services

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