
Tra i principali driver della crescita della domanda di energia elettrica dei prossimi anni spiccano i data centers e in particolare la componente legata allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, che oggi conta appena il 10-20% della domanda di corrente del settore. In Europa la domanda di energia elettrica dai data centers al 2030 è prevista quasi triplicare, dai 62 TWh ad oltre 150 TWh. La geografia europea dei data centers si presenta però molto concentrata in pochi poli come Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino, mentre Milano da sola conta un terzo dei siti italiani, all’incirca il doppio di quelli complessivi del Nord Est, in cui Padova si candida a polo. La crescita dei servizi delle imprese manifatturiere nonché la digitalizzazione e la cyber sicurezza delle PMI necessita però di un sostegno pubblico e privato all’innovazione nonché di una rete più sicura la rete di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica.
La ricerca di un’informazione su ChatGPT richiede all’incirca dieci volte quella necessaria per una ricerca sul più comune Google e anche per questo si può comprendere che la domanda di potenza dei data centers, strutture energivore che ospitano server e sistemi informatici per la gestione di dati, è stimata aumentare di 2,5 volte, dai 10 GW odierni ai 35 GW nel 2030. Segue ad un ritmo simile quella di energia elettrica, prevista quasi triplicare nello stesso periodo. Il margine di crescita del settore è descritto dal peso che questo occupa nella domanda complessiva di energia di un Paese e infatti, mentre negli Stati Uniti tale valore è attorno al 4%, quello dell’Unione Europea è appena sopra la metà, ovvero circa il 2,2% della domanda totale di energia elettrica. Ma ponendo la lente di ingrandimento sul Vecchio Continente si nota che solo la Germania (3%), la Danimarca (4,5%), il Lussemburgo (4,8%,) i Paesi Bassi (5,2%) e l’Irlanda (18%, quest’ultimo è un caso limite) vedono almeno il 3% della domanda di corrente elettrica provenire da questi centri, mentre in Italia il peso è attorno al 2%.
Figura 1. Stima del peso del consumo dei data centers sulla domanda totale di energia elettrica. Valori %, anno 2022

Quella dei data centers è una tecnologia che, in parallelo alla dinamica dell’economia della conoscenza, si sviluppa attorno a poche città, le quali per l’Europa coincidono con l’espressione FLAP-D, sintesi di Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino. Infatti, ad eccezione di quest’ultima, le città menzionate ospitano tra il 28% ed il 39% di tutti i siti presenti nelle rispettive nazioni. In Italia, secondo Data Center Map, il numero di data centers è 176, ad una o più misure di distanza da Germania e Gran Bretagna, che ospitano più di quattrocento siti ciascuna, e dalla Francia, sede di 256 data centers. Lo Stivale vede i propri siti distribuiti in maniera disomogenea tra le sue macroregioni, dal momento che solo un decimo ha sede nel Mezzogiorno (17), all’incirca il doppio (36) nel Centro, mentre addirittura un terzo del totale (65) sono quelli presenti nella sola Milano.
Il Nord Est conta purtroppo appena 34 siti: quattordici in Veneto, dieci in Emilia-Romagna, cinque in Friuli-Venezia Giulia, tre nella Provincia Autonoma di Trento e due in quella di Trento. Tra i vari siti spicca Padova, che per realizzare i suoi sette data centers ha potuto godere della riconversione di aree industriali dismesse, della vicinanza all’Internet Exchange Point VSIX, di un’area economica vitale e di un territorio a basso rischio sismico e idrogeologico. Infrastrutture di connettività, supporto alla digitalizzazione, dinamismo economico, rischio idrogeologico e sismico sono infatti i principali fattori rilevanti nella scelta di localizzazione di un data centers, uniti alle condizioni climatiche, in questo caso pressoché comuni in tutto il Nord Est.
Figura 2. Collocazione geografica dei data centers nel Nord Est. Anno 2025

Specialmente in questo territorio, buona parte del futuro di questa tecnologia dipenderà dallo sviluppo dei servizi nella gestione delle imprese manifatturiere e nell’economia in generale. La propulsione data dalla digitalizzazione sarà poi un’ulteriore spinta, e in questo ambito la crescita delle PMI e la loro cyber sicurezza non può che passare dall’utilizzo di data centers, servizi cloud e reti affidabili. Gli investimenti stimati da McKinsey nello sviluppo dei data centers in Europa si aggirano attorno ai 250 miliardi di euro, ma è da sottolineare un tema particolare.
Figura 3. Consumo di energia elettrica di un data center per funzione. Valori %

Buona parte delle stime sull’evoluzione della domanda di consumo di energia elettrica vedono nello scenario più estremo ondate di calore più frequenti e più intense. Questa situazione avrà un impatto decisamente marcato nel consumo dei data centers, poiché l’elettricità utilizzata per la funzione di raffreddamento pesa all’incirca il 40% del totale. Si rende quindi necessario efficientare, espandere e rendere più sicura la cosiddetta “grid”, ovvero la rete di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica, nonché sostenere tecnologicamente il tessuto produttivo nordestino nella transizione digitale e nell’adozione di applicazioni di Intelligenza Artificiale.
*versione estesa del commento apparso sui quotidiani del gruppo NEM
Fonti:
The role of power in unlocking the European AI revolution; McKinsey, 2024
World Energy Outlook; Agenzia Internazionale per l’Energia, 2024
European Data Centres; Savills Data Centre Advisory EMEA, 2022
Electricity. Analysis and forecast to 2026; Agenzia Internazionale per l’Energia, 2024
Powering Intelligence; Electric Power Research Institute, 2024
Energy Consumption in Data Centres and Broadband Communication Networks in the EU; Joint Research Centre, 2024
How data centres can chase renewable energy across Europe; Bruegel, 2025
New considerations for data center risk exposure; Data center dynamics, 2025
Il futuro dell’energia: quanto inciderà la transizione sui costi in bolletta?; Asvis, 2025