Il 30 gennaio 2020 l’OMS dichiara che il Coronavirus diffusosi in Cina rappresenta un’emergenza globale.
Il 21 febbraio si scopre il prima caso in Italia.
I problemi umanitari legati alla diffusione del nuovo virus restano prioritari, ma fin da subito è emerso che le ripercussioni sul fronte economico sarebbero state rilevanti.
“È in questo contesto che il 26 febbraio 2020 Confindustria ha lanciato un’indagine sotto forma di un questionario online per ascoltare le imprese italiane, sia associate che non, a seguito della diffusione del Covid-19 sul territorio nazionale. Principale obiettivo dell’indagine è stato quello di avere in tempi molti stretti una prima idea di quali siano stati i disagi più gravi sofferti dalle imprese ed una prima panoramica di come i problemi siano stati avvertiti tra diversi settori industriali e nelle diverse regioni geografiche”. CSC
I risultati relativi ai 429 questionari raccolti in Veneto sono stati rielaborati da Fondazione Nord Est. Di seguiti i primi risultati.

Se sì, di che tipo?

Tra le imprese che si dichiarano colpite, la diffusione del Coronavirus in Italia ha determinato un rallentamento della domanda (84,5%) e difficoltà nel reperimento di input (42,4%)
Quasi il 40% delle imprese considera gestibili i danni attesi al fatturato, mentre il 26% prevede che saranno significativi, tali, quindi, da comportare una riorganizzazione del piano aziendale per l’anno in corso.
Gestibile (revisioni minori al piano aziendale)
Significativo (riorganizzazione del piano aziendale per l’anno in corso)
Severo (gli obiettivi per l’anno in corso non sono più raggiungibili)
Caso più pessimistico (ridimensionamento della struttura aziendale)
Sul fronte dei ritardi nelle catene di subfornitura, il 25,3% ritiene che saranno trascurabili, il 22% gestibili, il 14,8% significativi.
Trascurabile (non richiede modifiche del piano aziendale)
Gestibile (revisioni minori al piano aziendale)
Significativo (riorganizzazione del piano aziendale per l’anno in corso)
Severo (gli obiettivi per l’anno in corso non sono più raggiungibili)
Caso più pessimistico (ridimensionamento della struttura aziendale)
Alcuni imprenditori che hanno partecipato alla rilevazione hanno fatto considerazioni aggiuntive sull’impatto che il Coronavirus potrebbe avere sia sulle loro imprese che sul sistema produttivo in generale. Alcuni fanno riferimento a effetti immediati sull’operatività:
«Mancanza di visite da parte di potenziali clienti in azienda»
sull‘immagine/reputazione:
«Diffidenza/attesa nell’aggiudicazione di commesse»
«La cattiva pubblicità che si sta facendo l’Italia attraverso i media sta creando "panico" verso i clienti esteri che temono: il mancato rispetto dei termini di consegna della merce, e la paura che la merce prodotta o che arriva in Italia sia "infetta"!»
sul sistema:
«Credo che il problema maggiore sarà l’insolvenza di molte aziende italiane. Specie di quelle del settore commercio che già versavano in condizioni critiche.»
su revisioni (anche strutturali) delle catene di fornitura
«Inizialmente la diffusione del covid-19 in Cina ha deviato presso i nostri stabilimenti prodotti precedentemente stampati in Cina da clienti esteri. Se la situazione dovesse farsi più complicata in Italia, conseguentemente saranno da prevedere perdite di fatturato»
«Ricerca di fornitori da altri paesi europei da parte dei clienti stranieri»
da un punto di vista organizzativo:
«Riorganizzazione del lavoro con implementazione smart working»
«Avendo già attuato da tempo in azienda lo smart working, in questa emergenza, ricorrere a questa modalità di lavoro è stato semplice oltre ad avere in azienda un’organizzazione capace di sostenere il lavoro in remoto.»