
La settimana scorsa abbiamo presentato a Treviso la ricerca “La riorganizzazione internazionale delle reti di fornitura tra reshoring e friendshoring” che Fondazione Nord Est ha svolto per conto di Confindustria Veneto Est. Di seguito l’executive summary, la ricerca completa si può scaricare da qui.
La pandemia prima e la difficile situazione a livello politico internazionale hanno accelerato alcune dinamiche di cambiamento delle Catene Globali del Valore che erano già in atto da qualche anno.
Il nuovo contesto ha accelerato il fenomeno della regionalizzazione delle CGV e ne ha evidenziato la fragilità. La gestione dei nuovi rischi è stata affrontata, ad esempio, con politiche ispirate alla “ridondanza”. La pandemia ha infatti evidenziato come potrebbe essere auspicabile diversificare i propri fornitori e aumentare le scorte nei magazzini come forma di “assicurazione” contro i potenziali rischi. Quest’ultimo cambiamento può essere riassunto efficacemente dallo slogan “dal just-in-time al just-in-case” che racconta di come si stia passando da un sistema finalizzato all’efficienza e all’eliminazione degli sprechi (il just-in-time) a uno, il just-in-case, che privilegia la sicurezza della fornitura.
La sicurezza della fornitura avviene anche attraverso azioni di reshoring, il rientro delle aziende che in precedenza avevano localizzato la produzione all’estero o di nearshoring.
La crescente tensione nelle relazioni internazionali ha introdotto anche una nuova strategia, quella del friendshoring, un concetto introdotto da Janet Yellen (Segretario al tesoro USA) per descrivere una scelta localizzativa di un’azienda che dovre riposizionare i propri impianti in Paesi amici, cioè affini da un punto di vista politico.

Come stanno vivendo le imprese associate a Confindustria Veneto Est questi fenomeni? L’approfondimento di quest’annualità dell’osservatorio è dedicato proprio a questi temi.
Tra le imprese coinvolte nell’indagine, negli ultimi due anni più di un’impresa su tre (34,7%) ha cambiato almeno un fornitore strategico.
Un cambiamento che va verso la scelta di fornitori più vicini: i nuovi fornitori strategici, si collocano, infatti, più vicini in Italia nel 58,1% dei casi, il 16,4% delle imprese ha scelto fornitori più vicini ma fuori dall’Italia.
Perché si cambia fornitori? Nel 44,1% dei casi la scelta è dovuta a una scelta riorganizzativa strettamente aziendale. In un caso su quattro (24,1%) è invece legato alle condizioni che si sono create durante la pandemia. Nel 14,7% sono le condizioni che si sono venute a creare a causa del conflitto Russo-ucraino a motivare la scelta.

La motivazione più frequente che ha portato alla scelta di cambiare almeno un fornitore strategico è la disponibilità di prodotti (43,8%), al secondo posto la convenienza in termini di prezzi (27,1%), seguono la riduzione dei rischi (15%) e la qualità (7,7%).
Ridondanza? negli ultimi due anni, quasi due imprese su tre (65,8% che arriva al 81,2% tra quelle con più di 250 addetti) hanno aumentato le scorte per non avere problemi di approvvigionamento.
Un terzo (32,3%) delle imprese, nel biennio 2020-2022, ha ricevuto dai propri clienti la richiesta di aumentare il livello delle scorte. In sei casi su dieci (59,9%) tale richiesta ha rappresentato un problema per l’azienda.

Il fenomeno della regionalizzazione delle catene del valore potrebbe rappresentare un’opportunità per il sistema manifatturiero italiano, nel momento in cui questo riuscisse a intercettare non solamente i flussi di reshoring ma anche ad accaparrarsi una parte di quelle commesse che per aumentare la sicurezza vengono spostate da paesi lontani verso l’Europa.
Il 37,2% delle imprese ha visto aumentare gli ordini da parte dei propri clienti grazie alla riorganizzazione delle loro catene del valore. Una percentuale che sale al 50,7% tra le imprese di dimensioni maggiori.
Per concludere: la quota maggioritaria degli imprenditori e dei manager che hanno partecipato alla rilevazione ritengono che il reshoring non sia un fenomeno passeggero e neanche di scarsa portata, ma anzi, un fenomeno diffuso che è destinato, nel tempo ad aumentare.