Il 10 aprile Istat ha pubblicato i dati che permettono di calcolare l’impatto che la sospensione dell’attività prevista dai decreti governativi approvati a marzo produce a livello comunale.
Per ogni comune è possibile distinguere tra unità locali e addetti che operano in settori “sospesi”* e quelli che operano in settori “attivi”. Nelle mappe che abbiamo prodotto i comuni delle regioni del pentagono vengono raggruppati in base alla quota di addetti appartenenti a settori “sospesi”.



Il primo elemento che balza agli occhi è che la sospensione impatta in maniera decisamente diversa sui singoli comuni. Alcuni vedono coinvolti nella sospensione quote superiori al 70% degli addetti. A incidere sul fenomeno è ovviamente la specializzazione territoriale.

Guardando ai comuni con più di 5.000 addetti in 19 casi si evidenzia un impatto superiore al 60%.
| Regione | Provincia | Comune | Addetti | % in sett. sospesi |
| Veneto | Padova | Campodarsego |
7.582
|
75,0
|
| Lombardia | Brescia | Lumezzane |
8.408
|
74,3
|
| Friuli-Venezia Giulia | Pordenone | Porcia |
6.221
|
73,5
|
| Lombardia | Varese | Samarate |
5.161
|
72,1
|
| Emilia-Romagna | Forlì Cesena | San Mauro Pascoli |
5.024
|
71,8
|
| Veneto | Vicenza | Rosà |
5.744
|
71,4
|
| Emilia-Romagna | Modena | Fiorano Modenese |
13.887
|
71,1
|
| Lombardia | Milano | Pogliano Milanese |
5.082
|
69,8
|
| Emilia-Romagna | Modena | Maranello |
9.019
|
68,4
|
| Emilia-Romagna | Reggio nell’Emilia | Casalgrande |
6.758
|
67,8
|
| Lombardia | Monza e della Brianza | Meda |
7.703
|
67,7
|
| Lombardia | Bergamo | Curno |
6.943
|
67,6
|
| Veneto | Treviso | Susegana |
5.702
|
63,6
|
| Emilia-Romagna | Reggio nell’Emilia | Guastalla |
5.599
|
62,6
|
| Veneto | Treviso | Vittorio Veneto |
9.734
|
61,9
|
| Lombardia | Brescia | Palazzolo sull’Oglio |
6.524
|
61,9
|
| Emilia-Romagna | Ferrara | Comacchio |
6.502
|
60,9
|
| Veneto | Vicenza | Schio |
15.582
|
60,7
|
| Lombardia | Monza e della Brianza | Agrate Brianza |
14.241
|
60,6
|

* Come esplicitato da Istat “I comparti produttivi a cui essi si riferiscono comprendono il settore dell’industria in senso stretto, le costruzioni, una parte del terziario di mercato. Sono esclusi, per definizione: l’agricoltura, il credito e assicurazioni, la pubblica amministrazione, parti importanti dei servizi personali; si tratta di settori che non rientrano nel campo di osservazione delle statistiche sulle imprese e che, invece, sono comparti per i quali è autorizzata la prosecuzione delle attività.” e “Restando nell’ambito delle unità produttive qui considerate, è bene ribadire che la classificazione in “attiva” e “sospesa” assegnata a ciascuna di esse deriva esclusivamente dal settore di attività (individuato dal codice Ateco) a cui appartiene. Non si dispone, invece, di informazioni che colgano l’eventuale sospensione o chiusura dell’operatività di imprese appartenenti a settori ”attivi” così come di unità che pur appartenendo a settori “sospesi” si avvalgono, invece, della deroga al divieto richiesta (con meccanismo di silenzio assenso) alle rispettive prefetture.”