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Lo sviluppo economico e sociale del Pentagono: l’ISES nel 2020

L’aggiornamento dell’Indice ISES con i nuovi dati Istat del BES del 2020 conferma che le province del Pentagono sono le più performanti a livello italiano in termini di qualità delle istituzioni, istruzione e formazione, lavoro e benessere economico.

Condividi Pubblicato il 12 mar 2021

Dall’Indice di Sviluppo Economico e Sociale al Pentagono
Nel 2019, partendo dall’obiettivo di sviluppare un indice che tenesse in considerazione alcuni dei fattori rilevanti per i processi di sviluppo e crescita, è stato costruito l’ISES – Indice di Sviluppo Economico e Sociale. ISES si basa su un set di 15 indicatori ricavati dal BES – Benessere e Sostenibilità dell’Istat, che coprono quattro aree tematiche: qualità delle istituzioni, istruzione e formazione, lavoro e benessere economico. La scelta di inserire indicatori non solamente legati all’economia risponde proprio alla necessità di tenere in considerazione alcuni dei fattori determinanti nello sviluppo di un territorio come l’istruzione (fattore decisivo per il futuro del Paese) o la qualità delle istituzioni.
L’analisi è stata svolta a livello provinciale. La rappresentazione dei risultati sotto forma di mappe ha fatto emergere una nuova figura geometrica, alternativa rispetto a quelle che hanno accompagnato la storia dello sviluppo economico in Italia (il triangolo industriale, la terza Italia, il NEC Nord Est Centro, il Nord Est, l’Italia delle medie imprese). La figura non è un triangolo, ma un pentagono, che include la Lombardia, il Trentino-Alto Adige, il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia e l’Emilia–Romagna. Regioni nelle quali nel 2019 si concentravano 21 delle 22 provincie con valore dell’ISES più elevato. I risultati dell’analisi dello scorso anno portavano a confermare l’intuizione che il baricentro dello sviluppo sta in un’area mitteleuropea cui appartengono le cinque regioni, tanto che il rapporto dello scorso anno fu intitolato “Il Pentagono dello sviluppo”.

Un anno dopo: il Pentagono rimane l’area più dinamica del Paese
L’aggiornamento del BES ci ha permesso di ricalcolare l’indice, utilizzando i dati del 2019. Quello che emerge, come era possibile aspettarsi da un indice che è costruito da variabili prevalentemente di tipo strutturale, è una sostanziale stabilità dell’ISES. Venti delle ventidue provincie che nel 2019 avevano i valori più elevati continuano a rimanere nel gruppo di testa. Le due provincie che escono sono Varese e Cremona. La prima ha avuto un calo significativo, passando dal 12esimo posto al 24esimo del ranking. Il risultato è dato dal peggioramento dell’indice che esprime la capacità di riscossione del comune, da quello che considera il numero di laureati e il tasso di occupazione giovanile. Cremona, che nel 2019 si collocava nell’ultima posizione del gruppo delle prime 22 provincie scivola in 29esima posizione, prevalentemente a causa del peggioramento della capacità di riscossione dei tributi. Entra nel gruppo di testa la provincia di Biella che sale di sei posizioni dalla 26esima alla 20esima. Gli ambiti nei quali la provincia migliora significativamente sono la partecipazione alla formazione continua e la competenza numerica degli studenti. Entra in classifica, nell’ultimo dei posti disponibili tra le prime 22 provincie, Cuneo che era al 23esimo posto nell’elaborazione dello scorso anno.

La figura del Pentagono si conferma: 19 delle prime 22 provincie del ranking ISES si collocano nel perimetro delle cinque regioni che ne descrivono i confini (Figura 1).
Come già ricordato l’ISES è un indice calcolato su 15 indicatori che appartengono a quattro aree tematiche (Tabella 1). La metodologia utilizzata per l’aggregazione delle variabili considerate, e ai pesi attribuiti a ciascuna variabile, ricalca quella utilizzata da Navarro (2014). In particolare, è stata applicata la Principal Component Analysis (PCA) e la procedura è stata iterata 4 volte, una per ciascuna delle aree tematiche che vengono quindi analizzate separatamente e poi aggregate.

Le dinamiche provinciali
Nel ranking che riguarda la Qualità delle istituzioni ai primi tre posti si collocano le provincie di Treviso, Reggio Emilia e Rimini. Treviso si contraddistingue per i valori relativi alla raccolta differenziata, l’emigrazione ospedaliera (bassa) e la capacità di riscossione. Reggio Emilia per la capacità di riscossione dei comuni e per l’emigrazione ospedaliera (bassa). Rimini per la capacità di riscossione dei comuni ed emigrazione ospedaliera. Tra le prime tre Rimini non rientra nelle prime 22 provincie, penalizzata dagli indicatori relativi al benessere economico.

Se si passa a considerare l’Istruzione e la formazione, Trieste, Bologna e Trento occupano i primi tre posti della classifica. Trieste spicca per la quota di laureati e di diplomanti nella fascia 25-39 anni e per la partecipazione alla formazione continua. Bologna per la quota di laureati e di diplomanti nella fascia 25-39 anni mentre Trento si colloca ai primissimi posti per il livello di competenza alfabetica e numerica degli studenti. In questa particolare area tematica i vertici della classifica sono occupati da province appartenenti al Pentagono e da alcune altre province del Nord/Centro Italia. La Liguria e l’Umbria guadagnano qualche posizione rispetto alla classifica generale, ma la maggior parte delle province che appartengono al primo gruppo resta concentrata tra Emilia-Romagna, Veneto, Friuli e Trento.

Sul fronte del Lavoro ai primi tre posti del ranking si collocano le provincie di Bolzano, Prato e Sondrio. Bolzano risulta al primo posto in Italia sia per occupazione generale che per occupazione giovanile. Prato e Sondrio si distinguono in particolar modo per l’elevato tasso di occupazione giovanile. In termini più generali va sottolineato che i primi posti nella classifica per l’area tematica lavoro sono fortemente concentrati tra le provincie nel Pentagono.

L’ultima area tematica considerata ai fini dell’ISES è quella relativa al Benessere economico nella quale vengono considerati valori relativi al reddito disponibile, alla retribuzione dei lavoratori dipendenti e al patrimonio pro-capite. Milano,
Bologna e Modena sono le tre provincie con i valori più elevati dell’indicatore sul benessere economico. Milano risulta in vetta per tutti e tre gli indicatori considerati, Bologna è al secondo posto sia per reddito disponibile che per retribuzione dei lavoratori, mentre Modena si colloca al terzo posto per il livello di patrimonio pro-capite. Tra le provincie non incluse nel Pentagono spiccano le posizioni di Genova e, in Piemonte, di Biella, Torino, Cuneo e Vercelli.

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