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Tempi di pagamento e comportamento opportunistico: il ruolo del sistema giudiziario in Italia.*

Se la giustizia funzionasse efficientemente potrebbe anche fungere da deterrente per i comportamenti opportunistici messi in atto da debitori che non intendono rispettare gli accordi presi sui pagamenti.

Condividi Pubblicato il 18 set 2020

La direttiva europea 2011/07/CE ha avuto come obiettivo di porre dei limiti a uno dei più gravi problemi che da sempre hanno influenzato l’efficienza delle imprese: ottenere il pagamento dei propri crediti nei tempi stabiliti.
Da uno studio effettuato sul manifatturiero italiano tra gli anni 2014-2016 emerge che, nonostante il recepimento della direttiva, persiste la difficoltà da parte delle imprese di estinguere i propri crediti nei tempi stabiliti dal contratto commerciale stipulato. Dopo aver analizzato i bilanci sono stati stimati i tempi di pagamento calcolati come rapporto tra i debiti verso fornitori e il totale dei costi sostenuti per materie, servizi e godimento beni di terzi (tabella 1). È necessario sottolineare che avendo ottenuto le stime dai bilanci, queste devono essere considerate un’approssimazione dei valori corretti che non è stato possibile conoscere.

Tabella 1: Stime dei tempi di pagamento per il settore manifatturiero
Macroarea geografica
2014
2015
2016
Nord-Ovest
188
186
169
Nord-Est
178
180
165
Centro
190
190
162
Sud
255
249
238
Isole
276
282
254
Dimensione campione
86.529
90.501
81.439
(Fonte: Elaborazione su dati AIDA – Bureau van Dijk)

Tra le possibili fonti di finanziamento delle imprese un ruolo fondamentale è ricoperto dai debiti poiché sono somme di denaro che da un lato l’impresa deve restituire, ma dall’altro possono essere utilizzate per finanziare la gestione operativa dell’attività. L’idea che ha ispirato la presente ricerca è che un’impresa può decidere di ritardare il pagamento dei propri debiti per, ad esempio, comperare materie prime, dare la possibilità ai propri di clienti di pagare a termini oppure per effettuare un vero e proprio investimento nel processo produttivo. Tuttavia, non far fronte ai propri impegni può portare la controparte, il creditore, a dare avvio a delle procedure giudiziarie per potersi riappropriare del proprio denaro.
Cosa può fare dunque un creditore che non vede rispettati i termini di pagamento da parte del debitore? Dipende… la dottrina suggerirebbe di recarsi presso un tribunale e attivare le procedure previste in caso di insolvenza del debitore, ma se questa è la soluzione che il codice civile e la legge fallimentare suggeriscono, in realtà al creditore potrebbe non convenire attendere i tempi della giustizia, ma piuttosto potrebbe ritenere una soluzione migliore attendere che il debitore tenga fede al suo impegno.

Quali saranno i fattori che influenzeranno la scelta del creditore? L’idea di questa ricerca è che la capacità del sistema giudiziario di concludere i casi di insolvenza possa, almeno in parte, condizionare il comportamento del creditore. La tabella 2 mostra per i Distretti di Corte d´Appello italiani i giorni necessari per concludere i pignoramenti di beni mobili e immobili nonché le procedure di fallimento. Come si può notare da Nord a Sud i tempi tendono a crescere suggerendo un´eterogeneità nell´efficienza giudiziaria. In ogni caso, indipendentemente dall´area geografica considerata, con ogni probabilità se il creditore è consapevole dei tempi di attesa per le procedure d´insolvenza da parte dei tribunali, preferirà attendere che il debitore paghi.

Tabella 2: Tempi medi della giustizia italiana (2014-2016)
Distretti di Corte d’Appello
Pignoramenti beni mobili
Pignoramenti beni immobili
Fallimenti
Milano
162
1091
2039
Torino
185
1046
2549
Genova
147
921
3103
Brescia
188
1175
2211
Nord-Ovest
170
1058
2476
Trento
117
749
2234
Venezia
173
1198
2384
Bologna
185
1079
1801
Trieste
177
771
2061
Bolzano
123
628
1663
Nord-Est
155
885
2029
Ancona
265
1658
3329
Firenze
258
1197
2408
Roma
290
1467
3514
Perugia
272
1216
2028
Centro
271
1384
2820
Bari
366
2169
3746
Campobasso
297
1770
2430
Catanzaro
255
2417
3658
L’Aquila
231
1536
3224
Lecce
382
1360
3707
Napoli
303
1930
3466
Potenza
369
2947
4917
Reggio Calabria
385
2982
4135
Salerno
301
2095
4138
Taranto
194
3177
5097
Sud
308
2238
3852
Cagliari
331
2028
3361
Palermo
227
2536
4659
Caltanissetta
278
3001
4680
Catania
309
2668
4937
Messina
445
2709
5604
Sassari
243
2027
3616
Isole
305
2495
4476
(Fonte: Elaborazione su dati del Ministero della Giustizia)

D’altra parte, l’efficienza del sistema giudiziario può influenzare a sua volta anche il debitore. Difatti, il manager che deve ripagare un debito sarà incentivato a ritardarne il pagamento se sa che difficilmente il suo creditore si rivolgerà alla giustizia, dato il livello atteso di efficienza.

Quale ruolo gioca dunque il sistema giudiziario? Per valutare l’ipotesi secondo la quale il debitore mette in atto un comportamento opportunistico, pagando in ritardo dove la giustizia non è efficiente, sono state condotte tre analisi di regressione che hanno evidenziato una relazione positiva e statisticamente significativa tra i giorni necessari per concludere una causa di pignoramento o fallimento e i tempi di pagamento dei debiti. L’analisi dunque supporta l’idea secondo la quale se la giustizia funzionasse efficientemente potrebbe anche fungere da deterrente per i comportamenti opportunistici messi in atto da debitori che non intendono rispettare gli accordi presi sui pagamenti.
A ulteriore riprova, le figure successive (figura 1) mostrano, per il solo anno 2016, due relazioni che confermano la nostra ipotesi. I grafici riportano i dati per Circondari Giudiziari (numero di bolle) pesati per il numero di imprese che afferiscono al Circondario (dimensione delle bolle).

La prima figura mostra il rapporto crescente tra i giorni necessari al sistema giudiziario per concludere un caso di fallimento nell’anno precedente (t-1) e il rapporto tra i debiti operativi e i debiti totali (t0). Questo risultato rafforza gli esiti delle analisi discusse in precedenza evidenziando come il debitore, se consapevole che nell’anno precedente il sistema giudiziario non si è distinto per efficienza, tende ad aumentare i suoi debiti operativi rispetto al totale delle sue obbligazioni ritardando dunque i pagamenti. La seconda figura invece rappresenta la relazione negativa tra gli oneri finanziari (t0) e i tempi medi necessari per concludere un caso di fallimento nell’anno precedente (t-1). Questo risultato mostra come il debitore inadempiente usi questi stessi come fonte di finanziamento diminuendo l’accesso al mercato finanziario.

Figura 1: Relazione tra i tempi medi per la definizione di un caso di fallimento al tempo t-1 e i debiti operativi (a) e gli oneri finanziari
(Fonte: Elaborazione su dati AIDA – Bureau van Dijk e Ministero della Giustizia)

Qual è dunque la causa dei ritardi nei pagamenti? La ricerca proposta non intende certamente individuare un “colpevole”, ma suggerire una lettura del problema e soprattutto un’evidenza statistica dell’influenza del sistema giudiziario sul comportamento degli imprenditori nell’effettuare le scelte relative al pagamento delle proprie obbligazioni. Una riforma dunque del sistema giudiziario in grado di snellire i tempi sarebbe auspicabile poiché, come dimostrato, questo potrebbe servire come deterrente a mantenere dei comportamenti corretti.

*Falavigna, G., & Ippoliti, R. (2020). The impact of institutional performance on payment dynamics: evidence from the Italian manufacturing industry. Journal of Business Economics and Management, 21(5), 1285-1306.

Link ad altri documenti

https://journals.vgtu.lt/index.php/JBEM/article/view/13195

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